Il Cristo Pantocratore è una delle più importanti e autorevoli rappresentazioni di Gesù che l’arte romanica abbia prodotto. Pantocratore, dal greco, vuol dire letteralmente ‘signore di ogni cosa, onnipotente’. Emblema di maestà, potenza e sacralità, questa immagine del Cristo nacque in ambito paleocristiano ma cominciò a diffondersi con l’arte bizantina dopo il X secolo. Nell’iconografia del Pantocratore, la figura del Messia è limitata al solo busto ed è collocata solitamente al centro della cupola o nel catino absidale, elementi architettonici che simbolicamente raffigurano il Cielo. Accanto alla sua testa, si trovano spesso scritte o le lettere greche di abbreviazione del suo nome.

Il Cristo Pantocratore di Monreale giganteggia nel trionfo del suo fondo oro, in uno spazio di oltre 13 metri per 7 realizzato nel 1176, mosaico. Palermo, Duomo di Monreale. Ha il volto barbuto, i capelli lunghi, lo sguardo severo e malinconico insieme; la sua grande aureola è crociata, per alludere alla sua funzione vivificatrice, e gemmata, in omaggio alla sua regalità. Accanto, la scritta in greco “Iesoùs Christòs pantocràtor” (‘Gesù Cristo l’onnipotente’). Indossa una tunica rossa lumeggiata d’oro e un manto azzurro.

Intorno sono posti angeli e santi. Gesù alza la mano destra in segno di benedizione. Il suo sguardo è severo ma benevolo ed è orientato verso destra. I capelli scuri sono lunghi e ricadono dietro la schiena. Gesù porta una folta barba scura che rende il suo aspetto molto autorevole. A sinistra sorregge un libro aperto sul quale si legge: “Io sono la luce del mondo” chi mi segue non cammina nelle tenebre”.
 
Gesù è raffigurato a mezzo busto. Dietro il Suo capo è disposta una aureola che incorpora una croce per distinguerla da quella dei santi. Con la mano destra, Cristo compie il gesto della benedizione. Tre dita della mano sono avvicinate a simboleggiare la trinità e l’unità di Dio.

L’indice e il medio, invece rappresentano la dualità della natura di Cristo, umana e divina. Sono presenti anche alcune iscrizioni, in greco e in latino, che simboleggiano la vicinanza delle due civiltà.
Lo stile della figura del Cristo Pantocratore è realizzata con la tecnica del mosaico.

Le tessere dorate sono disposte in modo concentrico intorno a Cristo. Questa disposizione permette di creare un alone dorato intorno alla figura divina. Inoltre, l’incarnato è reso con tessere color rosa e ocra che disegnano l’anatomia del volto e del collo. I capelli sono lunghi e fluenti, resi con file alternate di tessere ocra e brune. Verso i bordi della capigliatura si nota l’utilizzo di un leggero chiaroscuro che rende le ciocche più volumetriche.

Il colore e la luminosità, del mosaico di fondo creano un alone dorato intorno alla figura del Cristo Pantocratore di Monreale. Inoltre la loro disposizione determina delle campiture cromatiche bidimensionali che disegnano le superfici degli abiti e del volto di Gesù. L’abito è realizzato con tessere dorate e rosse mentre il mantello con tessere di diversi toni di blu.

Lo spazio, rappresentato nel mosaico del catino absidale del Cristo Pantocratore di Monreale, è simbolico e divino. Infatti il fondo dorato non rappresenta una realtà fisica ma uno spazio ideale sul quale compaiono le scritte laterali.

La composizione e l’inquadratura del mosaico, si adatta alla parete concava del catino absidale. La figura di Cristo è centrale occupa quasi interamente la superficie mosaicata. Non si possono individuare dei piani di raffigurazione ma solamente un unico piano sul quale è posta l’immagine di Cristo. Il mosaico è composto con una rigorosa simmetria centrale.

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