Il palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come palazzo della Civiltà del Lavoro, è un edificio monumentale che si trova a Roma nel moderno quartiere dell’EUR. Concepito fin dal 1936 e progettato nel 1937, ( dagli architetti Giovanni Guerrini, Bruno Ernesto La Padula e Mario Romano ) la sua costruzione iniziò nel luglio 1938 e fu inaugurato, benché incompleto, nel 1940; i lavori si interruppero nel 1943 per poi essere ultimati nel dopoguerra.

La storia del Palazzo della Civiltà è quella di un edificio che nasce in un progetto di grande esposizione, quando Benito Mussolini decise di creare un quartiere che legasse la città al mare intorno a una serie di grandi costruzioni destinate alla Grande Esposizione Universale del 1942.

Da un lato la sua difficile identità funzionale lo ha reso sempre un oggetto misterioso e spesso inutilizzato, al contrario la sua figura così perfetta ed inequivocabile ha trasformato il Palazzo nel monumento simbolo di un quartiere e forse, impropriamente, di un preciso periodo storico.

Il Palazzo è un modello esemplare degli edifici del quartiere EUR, un opera architettonica simmetrica, solida, forte e razionalista all’estremo. Il materiale predominante è senza dubbio il travertino che ricopre completamente le quattro facciate del cubo e la base che lo sostiene.

Un palazzo di forma sostanzialmente cubica che presentava quattro facciate caratterizzate dalla presenza di 216 archi identici, nella prima relazione erano in ragione di 77 archi per facciata (11 in lunghezza e 7 in altezza); nella successiva realizzazione pratica del progetto gli archi furono diminuiti a 54 (9 in lunghezza e 6 in altezza).

Il palazzo, i cui lavori iniziarono a luglio 1938, assunse la forma di un parallelepipedo a base quadrata che sulle quattro testate riporta, scolpita sul travertino che lo ricopre, la dicitura su tre righe in caratteri capitali monumentali romani «un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori», citazione da un discorso che Benito Mussolini tenne il 2 ottobre 1935 in segno di sfida contro le sanzioni ventilate dalla Società delle Nazioni all’Italia a seguito della guerra d'Etiopia.

Alto 60 metri, con una base di 53 metri, esso poggia su un basamento a gradini la cui altezza massima, sul fronte che guarda la ferrovia Roma — Ostia, è di 18 metri, mentre invece dal lato di viale della Civiltà del Lavoro l’ingresso è praticamente a livello della strada.

Negli archi del piano terreno si trovano 28 statue (6 per le facciate verso viale della Civiltà del Lavoro e la scalinata, e 8 nelle altre due facciate), ciascuna di esse allegorica delle virtù del popolo italiano: in senso orario a partire dalla prima a sinistra del fronte su viale della Civiltà del Lavoro figurano le allegorie dell’eroismo, della musica, l’artigianato, il genio politico, l’ordine sociale, il lavoro, l’agricoltura, la filosofia, il commercio, l’industria, l’archeologia, l’astronomia, la storia, il genio inventivo, l’architettura, il diritto, il primato della navigazione, la scultura, la matematica, il genio del teatro, la chimica, la stampa, la medicina, la geografia, la fisica, il genio della poesia, la pittura e il genio militare. Ai quattro angoli del basamento si trovano altrettanti monumenti equestri raffiguranti i Dioscuri, opera di Publio Morbiducci e Alberto Felci, la coppia di monumenti sul lato sudorientale guarda verso viale della Civiltà del Lavoro, quella sul lato nordoccidentale spazia verso la città dal lato aperto della collina su cui sorge l’edificio. Tutto il complesso si trova, dal punto di vista toponomastico, in un’area chiamata Quadrato della Concordia.

Dopo la sua costruzione, il Palazzo della Civiltà Italiana è rimasto vuoto per la maggior parte del tempo, ad eccezione di rare e occasionali mostre o fiere. Questo fino a quando la casa di moda romana Fendi non ha firmato nel 2013 un contratto per l’affitto del Colosseo Quadrato della durata di 15 anni.

Nel 2017 l’artista russo Pokras Lampas (Arsenij Pyženkov) dipinse sul tetto dell’edificio una calligrafia in giallo su sfondo nero raffigurante numerose parole aventi la lettera “F” per iniziale, nel quadro della campagna commerciale di Fendi F is For… Si tratta della più estesa opera di calligrafia realizzata in Italia.

Per la sua particolare architettura e il suo richiamo alle forme monumentali della Roma antica, il Palazzo della Civiltà Italiana come, del resto, anche altri luoghi dell’EUR è stato spesso l’ambientazione, oppure lo sfondo, di produzioni cinematografiche, televisive e spot pubblicitari.

Per ora il Palazzo è visitabile solo dall’esterno. (essendo di Roma vi consiglio di andare in una giornata di sole, perché l’edificio è ancora più imponente grazie ai giochi di luce e colore tra il marmo bianco e l’azzurro del cielo N.d.R. ).

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