La Sardegna, insieme alla Sicilia, una delle due principali isole italiane. La Sardegna però, per certi versi, sembra aliena persino all’Italia stessa, possedendo caratteristiche tutte sue peculiari.

Poco densamente abitata, conserva tradizioni e memorie che risalgono fino a tempi molto antichi.

Numerose leggende locali parlano di un popolo di giganti che abitò anticamente questa terra, e guardando i numerosi siti archeologici presenti si è tentati di credere alle leggende.

Le tombe dei Giganti sono monumenti sepolcrali dell'epoca nuragica. Questi colossi funerei di pietra sono stati ritrovati in gran parte della Sardegna e costituiscono una delle testimonianze più suggestive della gloriosa età dei nuraghi .

Il nome Giganti, e le strutture megalitiche, fanno pensare a una certa disposizione ai miti. I Giganti vengono nominati in tantissime culture di tutto il mondo, dal Sud America a Tiwanaku, in Turchia Göbekli Tepe, nella vecchia Mesopotamia gli Anunnaki, la stirpe di giganti alati descritta negli antichi testi sumeri e dipinti nei templi di Babilonia, in Iraq a Ba’quba, le Statuette di Tell Hasmar, in Nan Madol in Micronesia, in Cina, Giappone, e nel resto dell’Europa, e in tantissime altre parti del mondo. Ne parlano addirittura le sacre scritture, come la Bibbia e altri testi sacri ( Davide e Golia ), nel opere letterale come il poema mitico greco di Omero l’Odissea che parla dei Ciclopi, di esseri enormi , alti dai 2.5 mt sino ai 3.5 mt.

Nel 1974 furono trovati casualmente in un campo a pochi centimetri di profondità nel terreno, in località Mont'e Prama nel Sinis di Cabras, nella Sardegna centro-occidentale, delle statue che furono scolpite in arenaria gessosa del luogo ribattezzate “giganti” o “SOS GIGANTES” per le loro fattezze, la loro altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri, descrivono arcieri, spadaccini e lottatori.

Le opinioni comuni degli archeologi sono che queste furono costruite dagli etruschi, perché lo stile e similare. Il fatto è che assomigliano in tutto per tutto alle statuine di bronzo nuragiche, tranne che per gli occhi, enormi e a forma di cerchio. Queste statue non furono mai esposte, sino agli anni 2000, forse perché non rispecchiavano i canoni standard della storia della Sardegna.

Caratteristica comune delle statue è la resa del volto e in particolare degli occhi. Due cerchi concentrici, unitamente ad una fronte molto prominente che scende su un naso stilizzato e pronunciato, rendono lo sguardo delle statue magnetico. La bocca, invece è quasi inesistente, il collo spesso ha forma allungata.

Tutte le statue appaiono in posizione eretta. Per quanto riguarda la datazione, gli studiosi si confrontano su due ipotesi cronologiche: una prima che colloca le statue intorno al VII a.C., un’altra che si spinge fino alla fine del primo millennio a.C.


Mentre la costruzione delle tombe dei Giganti risale al III millennio a.C. Si tratta di sepolture collettive di tipo secondario, i corpi dei defunti venivano seppelliti dopo la scarnificazione. Sono state chiamate tombe dei Giganti poiché, secondo una leggenda, furono ritrovate al loro interno ossa enormi. Il complesso funerario e scultoreo viene solitamente definito come heroon, parola greca che designa un luogo organizzato e strutturato per il culto degli antenati elevati al rango di eroi e per la celebrazione dei valori tradizionali della comunità che in essi si identifica.

La struttura delle tombe dei giganti è molto particolare: la pianta ricorda il muso di un toro , l'interno è monocamerale e la facciata esterna è costituita da pietre conficcate verticalmente nel terreno e disposte in semicerchio, a richiamare appunto la forma delle corna del toro.

Il toro era un animale molto importante per i Nuragici, in quanto simboleggiava la divinità maschile, era quindi simbolo di forza e potere . La forma della pianta delle tombe dei Giganti tuttavia ricorda anche l'organo femminile: la morte era quindi probabilmente considerata come congiunzione tra la Dea Madre e il Dio Toro , unione nella rinascita dell'aldilà dei principi generativi del maschile e del femminile.

Tutte queste spiegazioni rimangono comunque solo ipotesi. I Nuragici non hanno lasciato testimonianze scritte e la reale simbologia delle loro tombe rimane in parte e, forse rimarrà per sempre, un affascinante mistero .

Secondo alcune teorie le tombe dei giganti sorgerebbero in corrispondenza di " canali energetici ": in particolare la Tomba di Mizzani nei pressi di Palau nel nord est della Sardegna è diventata meta di pellegrinaggio per chi desidera trarre beneficio dal forte magnetismo naturale che la circonda.

La peculiarità delle tombe è che alcune delle pietre raggiungono anche i 30 metri di altezza. Considerando che si pensa siano state erette in un periodo compreso tra il 3300 e il 700 a.C. , si fa davvero fatica ad immaginare come questi uomini, vissuti così anticamente, siano riusciti ad erigere strutture tanto monumentali. Una delle tombe più intriganti e famose è quella di Coddu Vecchiu, situata nel comune di Arzachena.

Ciò che maggiormente lascia interdetti è soprattutto l’incapacità di comprendere fino in fondo la natura dei rituali funebri degli antichi abitanti della Sardegna. Si pensa che la porticina aperta nella stele centrale servisse come passaggio per l’anima verso l’altro mondo. C’è però anche chi ipotizza che i luoghi in cui vennero costruite le tombe fossero ricettacoli di energia terrestre, che in qualche modo dovevano essere sfruttati.

Ad aggiungere mistero al tutto, ci sono le storie che parlano di scheletri giganti, denti giganti, ossa giganti ritrovate in passato e poi fatte scomparire dalle autorità costituite. Le molte anomalie che si riscontrano a livello archeologico in Sardegna, e soprattutto il fatto che non si possa dare una definizione più precisa a quella che viene definita semplicemente “civiltà nuragica”, fa sì che resti spazio per tante ipotesi.

Così c’è chi ha pensato che l’isola fosse ciò da cui Platone trasse ispirazione per il racconto leggendario di Atlantide. Oppure, si può pensare che la Sardegna fu uno dei primi luoghi di approdo dei fuggiaschi di Atlantide. che costruirono i nuraghi per restare in guardia contro un pericolo che veniva da ovest. I vuoti occhi delle statue e le loro bocche, così inconsistenti, non possono rispondere alle nostre domande.