La Reggia di Caserta e il suo parco, due gioielli di ineguagliabile splendore, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997.

Il sogno maestoso di un sovrano che divenne realtà attraverso le sue innumerevoli sale affrescate e il susseguirsi interminabile di fontane e cascate di grandiosa bellezza e giardini abitati da imponenti divinità di pietra, voluta da Carlo III di Borbone re di Napoli e di Sicilia, e dalla moglie Maria Amalia di Sassonia, per il desiderio di allontanarsi da Napoli, a seguito del bombardamento inglese ma anche per invogliare i napoletani a formare una città nell’entroterra che fosse più efficiente diminuendo l’affollamento di Napoli.

Il sovrano voleva una costruzione imponente e bella che facesse invidia sia alla francese Versailles che all'austriaca Scöubrum. Incarica inizialmente Mario Gioffredo, il più stimato architetto napoletano dell'epoca ma Carlo III, non soddisfatto del progetto reputato troppo austero pensa ad un altro esperto. Ma dopo il rifiuto di Nicola Salvi che già stava lavorando alla pontificia Fontana di Trevi e Ferdinando Fuga, architetto dei palazzi pontifici, la scelta cade su Luigi Vanvitelli. In realtà il re prende in considerazione la proposta del Cardinal Gonzaga il quale, per ammorbidire i rapporti non sempre idilliaci tra papato e stato borbonico, gli suggerisce il nome del Vanvitelli.

Pur essendo impegnato in qualità di architetto della Fabbrica di San Pietro, nella costruzione del nuovo campanile e nel comportamento del loggiato della Basilica di Loreto, il Vanvitelli viene prestato da Papa Benedetto XIV ai Borboni. L'architetto giunge a Caserta nel 1715 e inizia subito la progettazione del palazzo commissionatogli tanto che il 20 gennaio 1752 il re pone la prima pietra alla presenza del nunzio pontificio, degli ambasciatori stranieri, delle alte cariche dello Stato e di una folla ingente. Ma a causa del trasferimento di Carlo sul trono di Spagna nel 1759 e della morte di Luigi Vanvitelli nel 1773, la Reggia di Caserta fu completata solo nel 1847.

La Reggia di Caserta si presenta come un vero e proprio complesso monumentale che occupa 45.000 mq, lungo 247 metri sui lati maggiori e 184 su quelli minori, con quattro cortili interni immaginati come piazze d’armi, e, con i suoi cinque piani, raggiunge un'altezza di 36 m. Sulla facciata principale si aprono 143 finestre e nel palazzo ci sono ben 1200 stanze e 34 scalinate. L'edificio è fabbricato in mattoni e i due piani inferiori sono rivestiti con lastre di travertino, l'intera struttura è coronata da un'ampia cupola centrale.

Visitando il suo interno si è stupiti dal continuo susseguirsi di stucchi, bassorilievi, affreschi, sculture, pavimenti a intarsio. Notevoli sono quelli della Sala di Astrea, Salone di Alessandro, Sala delle guardie del corpo, Sala degli Alabardieri, Sala di Marte e della Sala del Trono. Quest'ultimo è il più grande degli appartamenti reali ed era adibito al ricevimento delle personalità.

Le parti più scenografiche della reggia sono probabilmente l'insieme dell'atrio e del monumentale scalone d'onore e la cappella. 

Lo scalone è un'invenzione dell’arte scenografica settecentesca e collega il vestibolo inferiore e quello superiore, dal quale si accede agli appartamenti reali.

La Cappella Palatina, progettata dal Vanvitelli fin nelle decorazioni, è di certo l'ambiente che più di ogni altro mostra una chiara analogia con il modello di Versailles.

Notevole è anche il teatro di corte, mirabile esempio di architettura teatrale settecentesca: la sala a ferro di cavallo piuttosto arrotondato è resa solenne dalla disposizione particolare delle colonne, ad ordine gigante. 

La Pinacoteca al suo interno è organizzata in una serie di stanze collegate e accoglie numerosi dipinti raffiguranti nature morte, eventi bellici e ritratti della famiglia dei Borbone.

Nell'appartamento vecchio è esposto il presepe borbonico, grande passione della nobile famiglia dalla quale è scaturita la nota tradizione napoletana per l’allestimento della Natività.

La biblioteca palatina è annessa agli appartamenti della Regina, donna raffinata e di grande cultura, e finemente decorata da rilievi ed affreschi tra i quali quello che riproduce i segni zodiacali e le costellazioni, eseguito su disegno dello stesso Vanvitelli. Suggestive sono anche le sale dedicate alle quattro stagioni.

Parte integrante della maestosità e della bellezza della Reggia è il parco, composto da fontane e cascate. 

Il parco è un tipico esempio di giardino all'italiana, costruito con vasti prati, aiuole squadrate e, soprattutto, un trionfo di giochi d'acqua. Lungo l’asse centrale, si susseguono vasche, fontane e cascate, ornate da grandi gruppi scultorei.
Ne risulta un effetto scenografico di grande impatto che raggiunge il culmine nella Grande Cascata.

Il parco si estende fino alla sommità della collina antistante il palazzo, dove un giardino inglese fa da cornice ad una passeggiata tra piante esotiche.

Singolare è infine il fatto che il Giardino all’Inglese, meno simmetrico rispetto a quello all’italiana, fu voluto da Maria Carolina d'Austria e vi furono piantate numerose piante indigene ed esotiche, fra cui alcuni bellissimi cedri del Libano. 

Assieme alla Reggia di Caserta e al suo parco, l'Unesco ha inserito nella World Heritage List anche l’Acquedotto, sempre realizzato dall'architetto Luigi Vanvitelli e il vicino complesso di San Leucio.