Il duomo di Siena dedicato a Santa Maria Assunta, costituisce uno dei più compiuti capolavori di architettura gotica in Italia.. È stato costruito tra il 1215 e il 1382 circa. Nel luogo dove sorge la cattedrale odierna c’era una chiesa del IX secolo, costruita a sua volta sulle rovine di un tempio dedicato a Minerva. Nel 1058 si tenne in questa chiesa un sinodo che portò all’elezione di papa Nicola II e alla deposizione dell’antipapa Benedetto X.

La costruzione, ha una pianta a croce latina con tre navate, fu rivestita tutta intorno da fasce di marmo bianco e verde scuro a simboleggiare lo stemma araldico senese.
Negli anni compresi tra il 1284 e il 1296, su probabile progetto di Giovanni Pisano, fu edificata la parte inferiore della facciata.

I tre portali sormontati da lunette e frontoni gotici sono stati disegnati da Giovanni Pisano. Le colonne tra i portali sono riccamente decorate con foglie di acanto, figure allegoriche e scene bibliche.

La costruzione della parte superiore della facciata cominciò nel 1376 sotto la direzione di Giovanni di Cecco, che lavorò a un nuovo ed elaborato progetto, ispirato dal duomo di Orvieto.

La facciata fu costruita più alta del previsto, perché la navata aveva subito un ulteriore innalzamento. La divisione della facciata superiore non corrisponde alla divisione della facciata inferiore. I pinnacoli della parte superiore non continuano sopra le colonne fiancheggiando il portale centrale. Il peso delle eleganti torri laterali fu ridotto aprendo delle finestre.

Le statue della facciata furono scolpite da Giovanni Pisano e i suoi assistenti. Raffigurano profeti, filosofi e apostoli. Le statue dei patriarchi nelle nicchie intorno al rosone sono state realizzate da altri scultori.

Quasi tutte le sculture che si vedono sulla facciata sono copie: gli originali sono conservati nella “Cripta delle Statue” nel Museo dell’Opera del Duomo.

Vicino alla facciata si erge una colonna con la lupa capitolina che allatta Romolo e Remo, simbolo di Siena.

Secondo la leggenda, Senio e Aschio erano figli di Remo e fondarono Siena. Furono loro a rubare la statua della lupa dal Tempio di Apollo a Roma.

L’interno del Duomo ha un’effetto pittorico delle fasce di marmo bianche e nere sui muri e sulle colonne colpisce l’occhio. Il soffitto a volta è dipinto di blu con stelle dorate.
Il rosone del coro risale al 1288 ed è stato realizzato seguendo i disegni di Duccio di Buoninsegna, è una delle vetrate italiane più antiche. Il rosone della facciata risale al 1549 e raffigura l’ultima cena.

L’altare maggiore marmoreo del presbiterio fu costruito nel 1532 da Baldassarre Peruzzi.
L’enorme ciborio bronzeo fu costruito intorno al 1470 per l’ospedale di Santa Maria della Scala, e successivamente fu trasferito nel Duomo nel 1506.

Nicola Pisano realizzò il magnifico pulpito in marmo di Carrara tra il 1265 e il 1268, con la partecipazione del figlio Giovanni e i suoi assistenti, tra i quali Arnolfo di Cambio. Il pulpito è espressione dello stile gotico nordico adottato da Pisano, e allo stesso tempo mostra influenze classiche. È l’opera più antica presente nella cattedrale. Nicola Pisano ricevette la commissione del pulpito in seguito alla fama ottenuta per il pulpito del duomo di Pisa. L’opera realizzata per la cattedrale di Siena è ancora più ambiziosa ed è il suo capolavoro.

Il messaggio figurativo del pulpito riguarda la dottrina della Salvezza e il Giudizio Universale. La forma è ottagonale, con nove colonne di granito, porfido e marmo verde. Quattro colonne poggiano su una base, due sono sorrette da leoni e due da leonesse, mentre la colonna centrale poggia su piccole statue raffiguranti le sette Arti Liberali e la Filosofia.

Gli archi trilobati tra le otto colonne sono separati da piccole statue che rappresentano le Virtù Cristiane. Nello spazio tra i trilobi e le statue, Pisano ha incluso statuette degli Evangelisti e Profeti che annunciano la salvezza dell’umanità.

Le sette scende del pulpito approfondiscono ulteriormente il tema della salvezza. Esse narrano scene della vita di Cristo. La superficie scolpita è animata e arricchita da forti effetti di chiaroscuro.

I personaggi esprimono realisticamente le loro emozioni, con una forte tensione drammatica. Le figure occupano totalmente i pannelli e praticamente non esistono spazi vuoti.

Le scene rappresentano: Visitazione e Natività, Viaggio e Adorazione dei Magi, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto, Massacro degli Innocenti, Crocifissione, Giudizio finale con i Salvati e
Giudizio finale con i Dannati.

Il mosaico marmoreo del duomo di Siena è uno dei più ricchi e ornati presenti in Italia. Esso ricopre l’intero pavimento del duomo. Fu realizzato tra il XIV e il XVI secolo e vi contribuirono una quarantina di artisti. Presenta 56 pannelli di forme diverse, per la maggior parte sono rettangolari, ma nel transetto ci sono pannelli esagonali o romboidali. I pannelli rappresentano le Sibille, scene dell’Antico Testamento, Allegorie e Virtù. La maggior parte dei pannelli è conservata nello stato originario.

Le scene più antiche sono realizzate con una tecnica a graffito, facendo piccolissimi buchi e segnando linee nel marmo e riempiendoli con bitume o pitch minerale. In quelli del periodo successivo compaiono intarsi di marmo bianco, verde, rosso e blu. Questa tecnica si evolve nel corso degli anni e porta, nei pannelli più recenti, a vigorosi contrasti di luce e ombra, dando vita a composizioni impressionistiche di gusto molto moderno.

Per ovvie ragioni di conservazione, il mosaico rimane coperto per la maggior parte dell’anno e solo pochi pannelli rimangono alla vista. L’intero pavimento viene scoperto per 6/10 settimane ogni anno. In genere questo periodo comprende il mese di Settembre.

I capolavori più antichi del Duomo di Siena, come la Maestà di Duccio di Buoninsegna e la vetrata realizzata da Cimabue, sono oggi conservati nel Museo dell’Opera del Duomo.

Ma la cattedrale conserva ancora opere straordinarie che la rendono un vero e proprio museo di scultura italiana: tra queste, il San Pietro scolpito da un giovane Michelangelo, il Banchetto di Erode di Donatello e alcuni lavori del Bernini.

La Libreria Piccolomini è famosa per gli affreschi di Pinturicchio, probabilmente basati su disegni di Raffaello. L’impatto visivo di questi affreschi è sensazionale, ricchi come sono di dettagli e colori vivaci.

Essi raccontano la vita del cittadino senese più illustre, il cardinale Enea Silvio Piccolomini. Egli commissionò la libreria nel 1492 per conservare libri e manoscritti provenienti dalla collezione dello zio, il cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (che sarebbe diventato prima arcivescovo di Siena e poi Papa, col nome di Pio III). Il soffitto è coperto di pannelli dipinti con soggetti mitologici, eseguiti nel 1502-03 da Pinturicchio e i suoi assistenti.

Al centro della libreria c’è la famosa statua delle Tre Grazie, copia romana di un originale greco.