Architettura

Arco di Costantino

Un monumento dell'arte romana di rappresentanza.

V A

9/13/2020 12:54:00 PM

L'arco di Costantino è il più grande arco trionfale, o per alcuni semplicemente onorario giunto fino a noi, e svetta sulla antica Via dei Trionfi. Situato a Roma, a breve distanza dal Colosseo. Le dimensioni generali del prospetto sono di 21 m di altezza, 25,9 metri di larghezza e 7,4 m di profondità.

L'arco fu fatto costruire dal Senato e dal Popolo nel 315 d. C. per il decennale dell'imperatore Flavio Valerio Aurelio Costantino, conosciuto anche come Costantino il Grande e Costantino I, per onorare il "liberatore della città e portatore di pace", e celebrare la vittoria di Costantino su Massenzio a Ponte Milvio il 28 ottobre 312 d.C. Costantino sosteneva di dovere la vittoria a una visione del Cristo.

L’arco è costituito da tre fornici, con quello centrale maggiore dei due laterali e vi si accedeva attraverso una gradinata, oggi scomparsa. Per motivi di spesa e di rapidità di costruzione, venne adornato nelle fronti, nell’attico e dentro il fornice centrale ricorrendo a rimaneggiamenti di rilievi e opere d’arte che si trovavano su altri monumenti dedicati ai precedenti imperatori.

L'Arco possiede una notevole importanza in quanto reca decorazioni di età diverse dell'Impero Romano: le statue dell'attico in fronte sono di epoca traianea mentre i bassorilievi sono del tempo di Marco Aurelio; i tondi sopra agli archi inferiori sono del tempo di Adriano, i capitelli corinzi sono di epoca antonina.

La superficie dell’arco di Costantino è il risultato dell’assemblaggio di diversi pezzi di spolio provenienti da alcuni monumenti imperiali di diversa epoca e propagandisticamente scelti per elevare la figura dell’imperatore Costantino. Il richiamo esplicito è alle figure di Traiano, Adriano e Marco Aurelio, già considerati in antico come modelli di sovrani illuminati. A questi si aggiungono lastre eseguite all’inizio del IV secolo, in contrasto esplicito con le precedenti

Studi recenti sembrano dimostrare che l’Arco di Costantino fosse già esistente ai tempi dello stesso imperatore e che fosse stato riutilizzato e rimodellato per la vittoria di ponte Milvio: la struttura stessa è un insieme eterogeneo di sculture e parti architettoniche provenienti da edifici vari e di età differenti.

Le quattro statue di soldati prigionieri, provenienti dal foro di Traiano, rappresentano dei Daci (abitanti dell’odierna Romania) catturati e sono riferibili al periodo in cui, proprio Traiano, aveva sconfitto in una lunga campagna militare nel II sec. d.C. queste popolazioni.

Ad Adriano invece sono riferibili i tondi scultorei con diametro pari a 2 metri, raffiguranti scene di caccia all’orso, al cinghiale e al leone e di sacrifici religiosi agli dei Diana, Apollo, Ercole e Silvano.
Altri rilievi di campagne militari e battaglie sono costituiti dai grandi pannelli sui lati corti, risalenti all’epoca di Commodo e dedicati al padre Marco Aurelio: le scene scolpite ricordano episodi relativi alla guerra contro i Marcomanni e i Quadi; per gli appassionati di cinema chi non ricorda a tal proposito la battaglia iniziale de “Il Gladiatore”, in cui Russell Crowe interpreta un generale coinvolto proprio in una di quelle battaglie.

Contemporanei all’epoca di Costantino sono invece i rilievi posti al di sotto dei tondi adrianei e due tondi scultorei posti sui lati corti: le scene dei rilievi raffigurano anche in questo caso episodi delle campagne militari combattute dall’imperatore, il suo ritorno trionfale a Roma e il discorso solenne di Costantino nel Foro Romano; i tondi costantiniani invece raffigurano la personificazione della Luna, ad ovest, e quella del Sole, ad est.

Questo monumento non solo è il simbolo di un passaggio storico di fondamentale importanza per l’impero romano e per il mondo occidentale, spalancando le porte alla liberazione del Cristianesimo, ma rappresenta, come intuibile, un vero e proprio libro di storia della produzione artistica e scultorea romana: dal classicismo artistico di Traiano e Adriano alle rappresentazioni più rigide, gerarchiche e frontali dell’epoca di Costantino.

L’iscrizione contiene la dedica del monumento da parte del senato e del popolo romano (Senatus PopulusQue Romanus) all’imperatore definito con il titolo di Augusto, che aveva vendicato lo Stato contro Massenzio, definito come tiranno. Dalle due iscrizioni sul lato del Colosseo si legge che il monumento venne dedicato nel decimo anniversario del regno di Costantino (VOTIS X, VOTIS XX), tre anni dopo la vittoria di Ponte Milvio.

Nell’iscrizione principale si accenna inoltre al fatto che la vittoria fosse stata compiuta per ispirazione divina (INSTICTU DIVINITATIS), probabilmente riferendosi ad una delle leggende più celebri riguardanti questo imperatore.

Mentre Costantino si dirigeva alla testa del suo esercito verso Roma, si sarebbe rivolto in preghiera e poco dopo mezzogiorno, lui e il suo esercito sarebbero stati testimoni di un evento celeste prodigioso, l’apparizione di una croce di luce al di sopra del Sole e della scritta greca ἐν τούτῳ νίκα, in latino In hoc signo vinces: sotto questo segno vincerai.


Nella notte successiva gli sarebbe apparso Cristo, ordinandogli di adottare come proprio vessillo il segno che aveva visto in cielo. Costantino, che fino a quel momento non sarebbe stato a conoscenza di quella religione, avrebbe fatto precedere le proprie truppe dal labaro imperiale (il vessillo militare dell’imperatore) con il simbolo cristiano del chi-rho, il cristogramma, formato dalle lettere XP (le iniziali della parola ΧΡΙΣΤΟΣ cioè “Christòs”) sovrapposte. Sotto queste insegne i soldati sconfissero l’avversario pagano Massenzio.

L’iscrizione sull’attico recita:

«IMP(eratori) · CAES(ari) · FL(avio) · CONSTANTINO · MAXIMO · P(io) · F(elici) · AVGUSTO · S(enatus) · P(opulus) · Q(ue) · R(omanus) · QVOD · INSTINCTV · DIVINITATIS · MENTIS · MAGNITVDINE · CVM · EXERCITV · SVO · TAM · DE · TYRANNO · QVAM · DE · OMNI · EIVS · FACTIONE · VNO · TEMPORE · IVSTIS · REM-PUBLICAM · VLTVS · EST · ARMIS · ARCVM · TRIVMPHIS · INSIGNEM · DICAVIT»
«All’imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo, Pio, Felice Augusto, il Senato e il popolo romano, poiché per ispirazione divina e per la grandezza del suo spirito, con il suo esercito rivendicò per mezzo di giusta guerra lo Stato tanto dal tiranno e, ad un tempo, da ogni fazione, dedicarono questo arco insigne per trionfi.»