Si trova a Milano in Piazza Sempione, la porta del Parco Sempione, uno dei polmoni verdi di Milano. In una piazza tonda dall'atmosfera metafisica, opera di Vittoriano Viganò, l'Arco della Pace si struttura come un arco di trionfo a tre fornici, con 4 colossali colonne corinzie scanalate e con un arcata maggiore di 14,24 m, interamente in granito di Baveno e rivestito in pietra di Crevola d’Ossola.

Sull'attico fu posato il gruppo scultoreo bronzeo della Sestiga della Pace con quattro Vittorie a cavallo, mentre una ricca decorazione plastica arricchisce le fronti e i lati.

La storia di questo monumento è piena di sorprese. Nel 1806, le conquiste di Napoleone avevano avuto successo, il che lo portò a chiedere la creazione di un monumento commemorativo.

Promossa dal Comune di Milano, l'opera è stata realizzata da Luigi Cagnola, sia in proiezione che in regia.

Tuttavia, nel 1814, il Regno d'Italia si disintegra e Napoleone viene sconfitto a Waterloo. Questo ha causato l'arresto della costruzione del monumento, che era due terzi dell’opera.

Solo nel 1826 l’imperatore asburgico Francesco Giuseppe Carlo Giovanni d'Asburgo-Lorena ne ordinò il completamento come monumento onorario alla pace portata avanti dal Congresso di Vienna nel 1815. L'imperatore stesso lo inaugurò il 10 settembre 1838.

Nel 1848, durante le Cinque Giornate, le avanguardie dell'esercito piemontese accorso in aiuto dei rivoltosi, entrano in città da qui, con alla testa il generale Passalacqua, anticipando di tre giorni il resto dell’esercito.

Nel 1859, dopo la vittoria di Magenta, l'arco del Sempione segnò l'ingresso trionfale in Milano di Napoleone III e di Vittorio Emanuele II acclamato re d'Italia.
Nello stesso anno vengono cancellate le scritte dedicatorie a favore degli austriaci.

In granito di Baveno e decorato con marmi. Ha un magnifico design corinzio e misura 25 metri di altezza per 24 metri di larghezza. L'imponente opera è ispirata ai modelli romani cari alla cultura neoclassica del '700 e del primo '800 e rappresenta un alto esempio di arte neoclassica.


Il monumento si compone di tre porte ad arco, fiancheggiate da colossali colonne corinzie scanalate e sormontato dalla Sestiga della Pace, bronzo di Abbondio Sangiorgio, un cocchio trainato da sei cavalli che accoglie Minerva in Pace, statua di oltre 4 metri di altezza e pesante più di 10 tonnellate, accompagnata da quattro "Vittorie a cavallo" opera di Giovanni Putti.


Sopra la trabeazione sono raffigurati i quattro fiumi principali del Lombardo-Veneto (Po, Ticino, Adige e Tagliamento).


Una ricca decorazione plastica, nello stile accademico di inizio '800 si svolge sulle fronti e sui lati con esuberanti ornamenti e bassorilievi, per lo più sui temi della Restaurazione

Con il ritorno agli Asburgo mutò anche il suo scopo commemorativo: da Arco della Vittoria, in ricordo della battaglia di Jena in Turingia (Germania) vinta dai Francesi nell'ottobre del 1806, ad Arco della Pace.


Sui due frontali dell'attico si trovano le iscrizioni dell'entrata di Napoleone III e Vittorio Emanuele II del 1859, che sostituirono le precedenti iscrizioni fatte per Francesco I e Ferdinando I.


Entrando a Milano si legge: "Entrando coll’armi gloriose / Napoleone III e Vittorio Emanuele II liberatori / Milano esultante cancellò da questi marmi / le impronte servili / e vi scrisse l'indipendenza d'Italia / MDCCCLIX”.

Uscendo da Milano troviamo invece scritto: "Alle speranze del Regno Italico / auspice Napoleone I / i Milanesi dedicarono l'anno MDCCCVII / e francati da servitù / felicemente restituirono / MDCCCLIX”.

Autori: Cagnola Luigi, progetto; Sangiorgio Abbondio, statue bronzee sull'attico; Putti Giovanni, statue bronzee sull'attico; Cacciatori Benedetto, 4 sculture coi fiumi / 12 bassorilievi scolpiti; Marchesi Pompeo, 4 sculture coi fiumi / 12 bassorilievi scolpiti; Monti Claudio, 12 bassorilievi scolpiti; Pecetti Camillo, 12 bassorilievi scolpiti; Somaini Francesco, 12 bassorilievi scolpiti; Monti Gaetano, 12 bassorilievi scolpiti; Rusca Grazioso, 12 bassorilievi scolpiti; Acquisti Luigi, 12 bassorilievi scolpiti